Attivitą → Percorso 4 - Torniella-Sassofortino

Torniella (441 m.s.l.m.) - Sassoforte-Sassofortino (575 m.s.l.m.) o Roccatederighi (538 m.s.l.m.)

Dislivelli: salita mt. 643; discesa mt. 548

Tempo di percorrenza: h 7.30 - h 7.15

Dato che Sassofortino e Roccatederighi differiscono di 300 m. abbiamo riportato i dati del solo percorso più lungo.

SCHEDA INFORMATIVA

Usciti da Torniella, dopo un tratto di castagneto da frutto incontriamo il podere la Pieve. Andiamo avanti per la strada che scende in mezzo ad una cerreta ed arriviamo così alla Farma che dobbiamo attraversare. Se per piogge immediatamente precedenti si è alzato il livello dell’acqua e si ha difficoltà a guardare, si può, seguendo la parte alta dei campo e un tratto di un centinaio di metri di bosco, arrivare al ponte della SS. n° 73 Senese-Aretina. Per ritornare sull’itinerario, passato il ponte, si prosegue per circa 1 km., dove si devia a sinistra per una strada imbrecciata; sulla destra è il casale di Santa Sicutera. Dopo circa 300 metri la strada ha un guado sul torrente Farmulla: se anche questo fosse proibitivo si può utilizzare una passerella pochi metri più a valle.

Proseguiamo lungo la sponda destra della Farmulla, che in questo tratto fa da confine tra le Provincie di Siena e Grosseto, passando sul bordo di campi in parte coltivati ed in parte lasciati a prato dove cespugli e pruni riconquistano alla vegetazione porzioni sempre più grandi.

Lungo il torrente la classica vegetazione di ripa: ontani e salici. Arrivati ad un guado di una strada sterrata, saliamo verso sinistra in mezzo a vegetazione che accanto al cerro presenta piante sempreverdi mediterranee e dopo qualche centinaio di metri siamo a Regoni, un casale che dopo essere stato abbandonato è in via di recupero come punto sosta.

Regoni si trova in mezzo ad una area boscata molto vasta ed eterogenea che ha però in comune la conduzione a ceduo. Questo ha portato ad avere alternativamente delle aree a forteto, cioè vegetazione arbustiva molto fitta ed intricata dove trova un asilo ideale il cinghiale che viene accanitamente cacciato.

Questo tipo di caccia, che viene praticata durante il periodo invernale, non è rischiosa solo per il cinghiale. Capitano, per fortuna raramente, incidenti in cui rimangono colpiti i cacciatori ma un grosso tributo, per la difficoltà di stanare l’animale, lo pagano i cani, che si portano addosso i segni di un compito difficile e pericoloso.

Lasciato Regoni, dopo un paio di km., troviamo “La Pietra”, una rupe da cui si gode un bel panorama della vallata del Bardellone fino a Monte Alto; con un’occhiata abbracciamo una vasta area coperta di boschi, particolarmente bella in autunno, quando si vivacizza per le tonalità di marrone e giallo che spiccano. Più avanti, immediatamente prima di arrivare alla Farma, troviamo una sorgente, una volta vegliata da ontani secolari, che la cupidigia di avere qualche “metro” di legna da ardere ha fatto tagliare.

Proseguiamo, scavalcata la Farma, sulla sponda del Bardellone per un tratto abbastanza lungo. È un ambiente molto piacevole con fioriture primaverili di viole e primule che ornano una bella fustaia composta da pioppi, ontani e poi aceri, carpini, cerri e che a tratti diventa faggeta; passiamo accanto ad un mulino ormai in rovina ed alle sorgenti più importanti, dette “le Vene”.

Arrivati ad un laghetto, il “Pozzo alle Pecore”, proseguiamo per il Sassoforte attraverso Poggio al Castagno.

Dalla strada che inizia dal Casale omonimo, il primo dal “Pozzo alle Pecore”, arriviamo su un’altra che, se presa verso est (anziché seguire le indicazione della segnaletica), può essere una valida scorciatoia per Sassofortino (circa 2 km.) in caso di maltempo o affaticamento; lo stesso alla successiva strada imbrecciata.

Entriamo nel castagneto del Sassoforte, un castagneto da frutto con piante secolari tra enormi macigni sovrastato da pareti a strapiombo e dopo l’ultima salita in mezzo a faggi imponenti arriviamo sul pianoro, dove i resti del Castello di Sassoforte, che i Senesi distrussero nel XVI secolo, fanno intuire l’originaria bellezza architettonica delle strutture.

Scendiamo su di un sentiero di crinale, che attraversa un bosco ceduo ed un tratto di un bel castagneto da frutto, fino alla strada panoramica di S. Martino da cui verso destra arriviamo a Roccatederighi e a sinistra a Sassofortino.

> Scarica l'ITINERARIO n°4

> Fonte sito ufficiale del Comune di Roccastrada (http://www.comune.roccastrada.gr.it/il-territorio/trekking-e-itinerari-tematici/il-trekking-del-territorio-comunale)